domingo, 26 de mayo de 2013

#libros #arquitectura | Tamaño, proporción y escala : sobre la cantidad en la arquitectura


Tamaño, proporción y escala : sobre la cantidad en la arquitectura / Unai Fernández de Betoño Sáenz de Lacuesta
316 p. : il., planos
Colegio Oficial de Arquitectos Vasco-Navarro, Pamplona : 2012
Colección: COAVNbiz Tesis ; 1
ISBN 9788487813535
Arquitectura -- Composición, proporciones, etc.
Sbc Aprendizaje A-72.013 TAM
http://millennium.ehu.es/record=b1757299~S1*spi

Tal vez sea trasladable al campo de la arquitectura el aforismo militar que asegura que, por un lado, al juntar unidades se gana en fuerza pero se pierde en dominio espacial, u que, por otro lado, al separar unidades se gana en dominio espacial pero se pierde en fuerza. Tal vez, en la arquitectura, el tamaño sí importe.

DOCUMENTACIÓN
“Tamaño, proporción y escala” liburua
Aldiri | unibertsitatea.net, 2013-02-19
http://www.unibertsitatea.net/blogak/aldiri/2013/02/19/tamano-proporcion-y-escala-liburua/

sábado, 25 de mayo de 2013

#libri #architettura | Interni annual 2012. Cucina : progetti, prodotti e tendenze


Interni annual 2012. Cucina : progetti, prodotti e tendenze = designs, products and trends / [direttore = editor Gilda Bojardi]
Mondadori, Milano : 2012
151 p.
En: "Interni : la rivista dell'arrendamento", Nº 9 (2012)
Textos en italiano e inglés

Cocinas -- Decoración.
Decoración interior.
Arquitectura interior.
Biblioteca Sbc Aprendizaje A-72(082) *INT
http://millennium.ehu.es/record=b1760871~S1*spi

Parlando delle cucine italiane presentate nelle molte manifestazioni nazionali e internazionali, la prima osservazione che viene da fare è sull’innegabile qualità della produzione made in Italy. E non solo per quanto riguarda la qualità del design che, lo sappiamo, è una consolidata specificità del prodotto italiano, ma anche per la tecnologia, la ricerca dei materiali, il calibrato studio del rapporto qualità-prezzo, che fanno delle cucine italiane un settore di grande innovazione, ricerca ed eccellenza. Questo nonostante un’innegabile stagione di difficoltà economica diffusa. Stimolate da questa situazione le aziende italiane produttrici di cucine, ma anche di elettrodomestici, materiali e rubinetterie, si sono spese per trovare nuove soluzioni, nuovi linguaggi, nuove tipologie, nuovi ambiti di applicazione. I risultati sono molteplici: c’è una ritrovata attenzione alle piccole dimensioni, c’è un rilancio del monoblocco attrezzato, si continua a lavorare sul concetto di estensione, con lo spazio cucina che si innesta nella zona giorno, nel living, si focalizza sempre più l’attenzione al mondo contract con le sue sfaccettate necessità e diversificazioni sul tailor made e costumer satisfaction. E naturalmente, si lavora molto sui mercati, cercando di consolidare quelli in cui si è già presenti, di individuarne di nuovi e di potenziali che, a quanto risulta da un’indagine pubblicata all’interno del numero, sono tanti: dall’Africa sub sahariana, ai Paesi dell’ex Unione Sovietica, dal Medio Oriente, al Sud America.

viernes, 24 de mayo de 2013

#libri #architettura | Interni annual 2012. Bagno : progetti, prodotti e tendenze


Interni annual 2012. Bagno : progetti, prodotti e tendenze = designs, products and trends / [direttore = editor Gilda Bojardi]
Mondadori, Milano : 2012
151 p.
En: "Interni : la rivista dell'arrendamento", Nº 9 (2012)
Textos en italiano e inglés
Cuartos de baños.
Arquitectura interior.
Decoración interior
Biblioteca Sbc Aprendizaje A-72(082) *INT

http://millennium.ehu.es/record=b1760868~S1*spi

Nel nuovo millennio si è sancito che la stanza da bagno è diventata in molti Paesi lo spazio a cui si dedica una nuova attenzione sia per quanto riguarda la quantità di superficie, che le viene dedicata all’interno degli spazi domestici, che per la cura e l’attenzione con cui la si allestisce (materiali di rivestimento, finiture, sanitari, arredi e complementi). Motivo principale è che nel corso degli ultimi anni, le aziende che lavorano in questo settore sono diventate sempre più abili e competitive sia nel campo della ricerca che in quello della progettazione. Non a caso i due temi forti, al di là dei formalismi estetici presenti nelle esposizioni dedicate, sono risparmio energetico/ecosostenibilità e nuove proposte tipologiche. Si produce facendo grande attenzione a evitare sprechi d’acqua (tutti gli erogatori d’acqua della nuova generazione sono progettati per rendere di più e consumare meno), a produrre evitando emissioni nocive, a realizzare manufatti sempre più ecocompatibili.

A questo si aggiunge che il mondo del bagno si è dilatato coinvolgendo molti settori: dalle Spa agli spazi per lo sport, dall’outdoor con piscine di raffinato design agli spazi pubblici dedicati al wellness e al beauty.

In questa nostra pubblicazione riflettiamo su queste tematiche, proponendo alcuni esempi illuminati di progetto: dando spazio alle proposte firmate da autorevoli architetti e perlustrando il mondo dei giovani che esplorano soluzioni inedite talvolta ibride.

jueves, 23 de mayo de 2013

#libri #architettura | Interni annual 2012. Contract : progetti, prodotti e tendenze

Interni annual 2012. Contract : progetti, prodotti e tendenze = designs, products and trends / [direttore = editor Gilda Bojardi]
Mondadori, Milano : 2012
217 p.
En: "Interni : la rivista dell'arrendamento", Nº 9 (2012)
Textos en italiano e inglés

Decoración interior.
Arquitectura interior.
Muebles -- Diseño.
Biblioteca Sbc Aprendizaje A-72(082) *INT
http://millennium.ehu.es/record=b1760876~S1*spi

Globalizzazione e internazionalità sono i mantra che progettisti e imprese continuano a ripetere. Il mondo è sempre più connesso. Questo, da parte di progettisti e operatori nel mondo dell’industria delle costruzioni, comporta due atteggiamenti apparentemente contrastanti, in realtà complementari: difesa e attacco. Il primo, significa tutelare il proprio know-how da chi fuori dai confini nazionali si propone nei medesimi mercati dove il ‘Sistema Italia’ opera. Servono, per questo, costante aggiornamento delle tecniche progettuali, delle metodologie di lavoro, dell’innovazione dei materiali. E non va sottovalutato, (ecco il secondo atteggiamento, l’attacco) saper fare comunicazione: l’opportunità di contatti internazionali rende infatti il made in Italy sempre più riconoscibile e riconosciuto nei cinque continenti, il che significa possibilità di penetrare con maggiore autorevolezza nei nuovi mercati e consolidare quelli in cui si è presenti.

Annual contract, quest’anno anticipato al mese di settembre, affronta le tematiche dell’architettura e dell’edilizia proponendo spunti di riflessione utili a tutte le categorie che operano nel settore. Ecco alcuni temi caldi.

Cantiere globale: con il dossier Futuropolis che raccoglie il meglio dei progetti in fieri nel mondo da qui al 2015, suddiviso per tipologie architettoniche.

Green world: con velocità sorprendente il mondo sta guardando alle nuove forme di risparmio energetico, dalla casa passiva che riduce i consumi vivi domestici, alle costruzioni a secco, che contraggono i tempi di lavorazione sui cantieri con un notevole risparmio di costi.

Legno superstar: sancito il materiale di rivestimento per eccellenza oggi il legno stupisce per le sue alte prestazioni nel campo dell’architettura con i primi consistenti esempi di architetture a più piani.

Infine domotica: il rinnovato rapporto tra verde e costruito e social housing, per una progettualità costantemente aggiornata.

miércoles, 22 de mayo de 2013

#libros #arte | Arte y creación : los caminos de la estética



Arte y creación : los caminos de la estética / Marta Zátonyi
Clave intelectual, Madrid : 2012.
145 p. : il. col. y n.
ISBN 9788493904784
Biblioteca Sbc Aprendizaje A-72.01 ART

¿Qué es el arte? ¿Qué es la belleza? ¿Cuáles son las pautas que permitirían calificar de artística a una obra humana? "No hice este libro buscando el corsé de las definiciones académicas –nos dice su autora, la reconocida profesora Marta Zátonyi—. No pretendí fabricar un inventario de enunciados solemnes. Mi objetivo ha consistido en pensar el arte principalmente como objeto de estudio y goce. ¿Adónde debe dirigir su mirada el artista digno de tal nombre? ¿Hacia el mundo exterior o hacia el interior del ser humano? Hay tendencias que privilegian lo social, otras lo existencial, lo individual, lo sexual, etcétera. Pero el arte, en cualquiera de sus expresiones, no carece de ninguno de esos elementos. Toda obra artística se involucra profundamente con el tiempo y el espacio en que es gestada individual o colectivamente. En suma: si hablamos de arte hablamos también de nosotros mismos, de nuestros saberes, de nuestros valores y de nuestros miedos”.

martes, 21 de mayo de 2013

#libros #arte | Ante el tiempo : historia del arte y anacronismo de las imágenes

Ante el tiempo : historia del arte y anacronismo de las imágenes / Georges Didi-Huberman.
Buenos Aires : Adriana Hidalgo, 2011 / [3a ed. aum.].

391 p. : il.
Serie: Filosofía e Historia.
ISBN 9789871156320

/ ES / Libros / Imaginación / Percepción visual
ehuBiblioteka BCG A-7.01 ANT
https://ehu.on.worldcat.org/oclc/1055448309
Cita APA 7: Didi-Huberman, G. (2011). Ante el tiempo : historia del arte y anacronismo de las imágenes (3a ed. aum.). Adriana Hidalgo.

[.es] ‘Ante el tiempo’ tiene un subtítulo que precisa el contenido del libro: ‘Historia del arte y anacronismo de las imágenes’. Georges Didi-Huberman aborda una multiplicidad de problemas y debates de la historia del arte en relación con el tiempo y sobre los tironeos de esa historia del arte con los modelos temporales de la historia propiamente dicha. La imagen es portadora de memoria, de modo que la relación entre tiempo e imagen supone un montaje de tiempos heterogéneos y discontinuos que sin embargo se conectan.

El libro propone una arqueología de la historia del arte, cuestionando sin eufemismos ni vacilaciones la visión de Erwin Panofsky sobre la "historia del arte como disciplina humanista". Esta visión, antecedida por una tradición teórica que une a Vasari con Kant y con el mismo Panofsky, se prolonga hasta el presente, tras haberle cerrado el paso a quienes se propusieron "reinventarla": Aby Warburg, Walter Benjamin y Carl Einstein. El libro se centra en estos tres pensadores del anacronismo, autores de obras poderosamente innovadoras. En sus textos teóricos las imágenes no toman la forma de fetiches intemporales sostenida por la estética clásica, ni la de simples crónicas figurativas como supone la crítica de arte positivista.

lunes, 20 de mayo de 2013

#libros #arquitectura | La luz y el misterio de las catedrales


La luz y el misterio de las catedrales / José María Pérez, Peridis
Espasa, Barcelona : [2012]
228 p. : il.
ISBN 9788467007831
Catedrales -- España
Sbc Aprendizaje A-726.6 LUZ
http://millennium.ehu.es/record=b1744375~S1*spi

Descubre los enigmas y secretos que guardan las catedrales españolas más importantes. El prestigioso arquitecto, dibujante y presentador Peridis realiza un evocador recorrido por siete catedrales —Burgos, Barcelona, Santiago de Compostela, Oviedo, Jaca, Cuenca y Lérida— para desvelar la simbología de su arquitectura, los secretos que guardan sus tesoros o las claves de su ubicación. Un libro basado en el programa de TVE del mismo nombre. 

Catedrales
Carmen Pulín | Libertad Digiral, 2012-10-01
http://blogs.libertaddigital.com/ld-libros/catedrales-11637/

Cuenca recibe con un día otoñal y un cielo plomizo a los asistentes a la presentación del libro “La luz y el misterio de las catedrales españolas”. Su autor, José María Pérez, saluda a los invitados a la entrada de  la catedral conquense. Entrar en el templo es como pasar a otro mundo: suena la música de uno de los magníficos órganos de la catedral y, aunque fuera el cielo está gris y el día es oscuro, en el interior, la luz, que penetra por una de las modernas vidrieras del templo, baña el templo con un tono dorado. La sensación es impresionante. Es algo similar a lo que, durante siglos, han debido de experimentar millones de personas al entrar en una de estas maravillas de la Humanidad: las catedrales.

La capilla donde tiene lugar la presentación es una de las más bellas del templo: la Capilla Honda, donde asisten a misa a diario los canónigos de la catedral. Su artesonado, como nos explica don Miguel Ángel Albares, canónigo mayor, es una maravilla del siglo XVI, en roble, armado sin un solo clavo y magníficamente conservado. La capilla es baja y permite que podamos apreciar mejor el detalle del artesonado. Eso bastaría para distraernos del propósito para el que habíamos venido, pero la presentación que el autor hace de su libro está tan llena de interés y entusiasmo que pronto olvidamos dónde estamos y nos centramos en la historia que nos cuenta. Una historia que no es sólo la de un libro, sino también la de uno de los mayores tesoros de España: nuestras catedrales.

El nombre de José María Pérez tal vez les diga poco, pero si añadimos que se trata del conocido dibujante Peridis seguro que la cosa cambia. Tal vez algunos conozcan su faceta de divulgador del arte y la historia de España en la interesantísima serie de TVE Las claves del románico, pero más desconocida es su labor al frente de la Fundación Santa María la Real, que promueve la restauración, conservación y divulgación de nuestro patrimonio, especialmente del arte románico. Es esta faceta de divulgador, amante y defensor del patrimonio y, por supuesto, su formación como arquitecto, la que hace que tanto la presentación del libro como su lectura resulten tan interesantes y amenas.

La historia de “La luz y el misterio de las catedrales” es bien curiosa: a raíz del éxito de su serie sobre el románico, nos cuenta el autor, no fueron pocos los que se acercaron a él pidiéndole que continuara su relato allí donde lo había dejado, que prosiguiera narrando las claves del gótico, del Renacimiento, del Barroco. De esa idea han nacido una serie para TVE sobre las catedrales españolas y este libro, que no es ni mucho menos una mera transcripción de los episodios de la serie, sino algo complementario e independiente.

En la obra, José María Pérez selecciona siete de nuestras catedrales. Como toda selección, agradará a unos, desconcertará a otros y dejará a no pocos insatisfechos: por qué esas siete y no otras, cómo es posible dejar fuera de un libro sobre catedrales españolas a las de Sevilla, Toledo o León, se preguntarán. El autor explica su elección: había que centrarse en un número limitado, y cada una de las elegidas lo ha sido por un buen motivo: las de Jaca y Santiago, por ser de las primeras; la de Lérida, por su desacralización; la de Burgos, por su fama y belleza; Barcelona, porque es una de las más transitadas y por su integración en la vida urbana; Oviedo, por ser la más "literaria" y, finalmente, Cuenca, escenario de la presentación, por ser una gran desconocida.

Indudablemente ninguna sobra, aunque cada cual tenga sus predilectas y deseara que hubieran sido otras las elegidas.

¿Por qué las catedrales? Porque, para Peridis, son uno de los mayores logros de la historia de la arquitectura. Dos revoluciones son las que, en su opinión, han cambiado radicalmente las construcciones humanas a lo largo de los siglos: el paso del románico al gótico y el de la construcción en piedra al acero. Es el primero de ellos el que centra su buena parte de su presentación. Nos explica, así, lo que él denomina el "principio de relatividad en la arquitectura". El paso de la bóveda de cañón a la de crucería y del arco de medio punto al apuntado, en el tránsito del románico al gótico, descubre un mundo nuevo de posibilidades: ya no son necesarios esos muros enormes, esas paredes de piedra, para sostener el edificio. Los edificios ganan altura, esbeltez; las paredes se abren, aparecen las vidrieras: lo que antes era piedra, materia, se convierte en luz y en aire. Como en la fórmula de la relatividad, en la catedral gótica se relacionan materia y energía, piedra y luz.

Es esa luz de la que nos habla el título del libro, la luz de las catedrales. Luz divina, que consigue elevar a los fieles, alejándolos, siquiera temporalmente, del mundo material para llevarlos al espiritual. La catedral es casa de Dios, ámbito para la trascendencia, nos recuerda el autor. Algo bello, grandioso, perfecto, pero que no es ni pálida sombra de la gloria y belleza de la Divinidad.

Ese afán de perfección, de honrar a Dios en una obra que estuviera por encima de cualquier otra construcción, refleja también la luz humana. "Vosotros sois luz del mundo" (Mt 5,14), dijo Jesús a sus discípulos, cita Peridis, y esa luz es imposible de ocultar. Las catedrales son impresionante muestra física de la fe, del amor a Dios, que lleva artistas y artesanos a dar lo mejor de sí, a ofrecer lo mejor de su capacidad al servicio de una obra destinada a ser testimonio de la grandeza divina, pero también de la pericia y habilidad humanas, del poder de reyes y señores. “En una catedral no hay chapuzas”, nos dice el autor. Y ese afán, esa perfección manual, son algo que se ha perdido con el paso de los siglos, al menos a la escala en la que existían en la época de las grandes catedrales.

Y he ahí parte del misterio de las catedrales: cómo es posible que con medios y herramientas que, para el siglo XXI resultan incluso rudimentarios, se hayan solventado problemas técnicos como los que se ponen de manifiesto al examinar detalladamente los procesos de construcción de estos edificios en sus labores de restauración. Impresionantes e ingeniosas soluciones y, sobre todo, un virtuosismo y afán de perfección  casi increíbles. Las catedrales son, no lo olvidemos, de las pocas construcciones que siguen sirviendo al propósito para el que fueron construidas. Se sigue celebrando el culto en la mayoría de ellas (la de Lérida, por ejemplo, es una excepción), y que hayan resistido el paso de siglos, guerras, catástrofes y saqueos, se debe en buena parte a la solidez y perfección de su construcción.

Por eso las catedrales son un tesoro, no una carga, una rémora de tiempos pasados que arrastramos y a la que debemos destinar fondos ingentes. Su conservación es vital, es un legado, un regalo que debemos conservar para nosotros y para generaciones futuras. No sólo por motivos artísticos o religiosos: las catedrales son testimonio de nuestra historia. Una catedral se construía por muchos propósitos, el principal de ellos religioso, sí, pero también eran reflejo del poder temporal de quienes ordenaban su construcción, de la riqueza y pujanza de las ciudades (la catedral es una construcción eminentemente urbana) frente al campo, de la libertad de la que disfrutaban sus habitantes y del poder y la importancia de sus gremios. Eran (y son) motivo de orgullo para el pueblo, que se ufanaba de la grandeza y belleza de su seo frente a las de otras ciudades.

En una época sin televisión, radio, sin los entretenimientos a los que estamos tan habituados, sin las imágenes de todo el mundo que nos inundan a cada momento, imaginemos lo que sentiría un campesino al entrar en una de estas catedrales. Se sentiría abrumado, inundado de sensaciones, entusiasmado. “Las catedrales eran como el cine o los estadios de la época,” -nos dice José María Pérez-, “el espectáculo máximo, un lugar donde al entrar los visitantes se trasladaban a otro muy distinto. La ciudad que tenía la mejor catedral, la más grande, era como el equipo que juega en Primera.”

Son este tipo de comentarios, simpáticos y amenos, los que hicieron de la presentación de “La luz y el misterio de las catedrales” algo tan especial. Sin duda, Peridis conoce el arte y la historia pero es, ante todo, un narrador. En vez de viñetas dibujadas, en este libro emplea “viñetas escritas”: cada capítulo, dedicado a una catedral, está a su vez dividido en pequeñas “viñetas”, episodios en los que se nos narran las vicisitudes de la construcción de estos edificios, las leyendas que pueblan su historia, anécdotas personales del autor...No falta ni el reciente robo del “Codex Calixtinus” ni las restauraciones a las que muchas catedrales se han visto sometidas en los últimos tiempos.

José María Pérez, Peridis, ama nuestro patrimonio y desea transmitir ese mismo amor e interés a los lectores, quiere conseguir que sientan que el patrimonio cultural y artístico español no es algo reservado únicamente a una élite, a una minoría ilustrada conocedora del arte y de la historia. Todos somos capaces de apreciar la belleza y todos podemos disfrutar de una experiencia personal y única al visitar una catedral. Indudablemente, conocer la historia que hay detrás de estas maravillas nos hará disfrutar aún más de ellas. Por eso nace este libro, no como una obra erudita o un libro de referencia, sino, simplemente (y no es poco), como un libro breve, ameno e interesantísimo que anime a la gente a acercarse a las catedrales, a entrar en ellas, no con temor o con el hastío que produce la obligada visita cultural, sino con la misma ilusión con la que hace siglos entraban en ellas hombres y mujeres, sabedores de que lo que allí iban a contemplar no tenía igual en el mundo.

DOCUMENTACIÓN
[Enlaces a YouTube] La luz y el misterio de las catedrales
DOJO Arquitectos, 2013-03-07
http://www.dojoarquitectos.com/2013/03/07/la-luz-y-el-misterio-de-las-catedrales/
[Radio] Descubrimos 'La luz y el misterio de las catedrales' con Peridis
Nunca es tarde | RNE, 2013-02-12
http://www.rtve.es/alacarta/audios/nunca-es-tarde/nunca-tarde/1689063/
Pasión por las catedrales
El Ojo de la Liebre, 2012-12-18
http://elojodelaliebre.blogspot.com.es/2012/12/pasion-por-las-catedrales.html
Las catedrales de Peridis
El dibujante estudia la arquitectura de siete catedrales españolas para fundamentar la nueva tecnología y espiritualidad de un arte eterno
Jesús Ruiz Mantilla | El País, 2012-09-30
http://cultura.elpais.com/cultura/2012/09/28/actualidad/1348855396_290447.html
Peridis en el cine de Dios
El dibujante muestra los secretos de siete catedrales en un libro y una serie de televisión
Tereixa Constenla | El País, 2012-09-25
http://cultura.elpais.com/cultura/2012/09/25/actualidad/1348593456_839360.html
Peridis presenta su nuevo libro “La luz y el misterio de las catedrales“, editado por Espasa
Románico Digital, 2012-09-25
http://www.romanicodigital.com/contenidos/noticias/peridis-presenta-su-nuevo-libro-la-luz-y-el-misterio-de-las-catedrales-editado-por-espasa.aspx